in

Via Diaz, varchi elettronici

Telecamere su via Diaz

Un consiglio…
Dal ponte che ebbe il nome dalla Vittoria di Vittorio Veneto (4 novembre 1918) si entra dalla Campagnola nel centro storico della città di Verona.
Fu scelto il progetto denominato ‘nec descendere nec morari’, diminuiva infatti la rampa o pontàra dei ponti antichi, evitando l’ascesa e la sosta, specie ai carri con animali. Il ponte lungo m 111 e largo m 17 fu costruito dall’impresa Tosadori, aperto il 4 novembre 1929 e compiuto nel 1931 con l’erezione dei gruppi equestri monumentali di bronzo, simboleggianti la Vittoria. I due verso Campagnola sono opera di Angelo Biancini da Castelbolognese. Singolare in uno (non è chiaro se con intenzione sarcastica) la Vittoria in atto di tagliarsi con la spada il pollice.
Attraversato il ponte trovi il Palazzo Carlotti, di proprietà dell’omonima famiglia, è un palazzo del XVII secolo, in stile barocco. Grandioso è il portale tra due gruppi di colonne che sostengono il balcone, sopra il quale sono murati due medaglioni del secolo XV. I timpani delle finestre del primo piano sono sormontati da mascheroni, quelli del secondo da una conchiglia fra due cornucopie. Immediatamente sotto il davanzale della quarta finestra del piano rialzato stava la scritta di un soldato della Repubblica Veneta a ricordo del servizio di pattuglia reso durante la corsa del palio il 2 marzo 1710, ultima domenica di Carnevale, firmata “sergente Jacometo”.
In posizione quasi simmetrica a palazzo Carlotti sorge palazzo Serenelli-Benciolini, con un fianco appoggiato a Porta Borsari e con la facciata cinquecentesca prospiciente via Armando Diaz. Incassata sulla destra del portico che serve da androne al palazzo c’è una lapide in marmo locale con incise le lettere “Spor eant”, un simbolo dell’Impero romano.
La Porta Borsari è una porta delle mura romane di Verona. In età romana aveva il nome di Porta Iovia per la presenza del vicino tempietto dedicato a Giove Lustrale. L’attuale nome è riferito ai bursarii, ossia ai soldati di guardia che riscuotevano il dazio…

Cosa ne pensi?

Written by Redazione

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Loading…

0

Sprea, il liquore dell’amore perfetto

4 marzo, ‘Venardi gnocolar’