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Verona – Bar fracassoni: meglio il sorriso di una bella ragazza che i muscoli del buttafuori

L’esperimento alla Carega.
Il rione la ‘Carega’, (in lingua italiana ‘sedia’) è tra i quartieri più antichi della città di Verona. Attraversata dal Decumano massimo in epoca romana. Sede della corte imperiale durante il governo di Teodorico, re degli Ostrogoti, che in Cortalta aveva i giardini e gli orti in cui andava a rilassarsi.
E all’osteria Carega (via Cadrega) ci si ritrova nel fine settimana.
Non ti puoi sbagliare. Una sedia sulla strada a ridosso dell’ingresso indica che sei arrivato. Frequentatissima da un pubblico eterogeneo e giovane già dal tardo pomeriggio per gli aperitivi, il locale offre primi caldi o piatti di salumi e formaggi da accompagnare all’ampia scelta di vini rossi e bianchi. Osteria/enoteca giovane, in una delle più belle zone della città, dove i ragazzi veronesi amano ritrovarsi fino a notte inoltrata, soprattutto d’estate.
Tuttavia nei fine settimana, fino a tarda notte, è solo un gran vociare. E nonostante l’impegno costante dei baristi di tenere basso il volume dei ragazzi, niente da fare, troppa gente, troppe parole… Gli schiamazzi hanno esasperato i residenti a tal punto che l’Amministrazione Comunale di Verona ha ordinato ai titolari delle osterie del rione di dotarsi di buttafuori. Nel locale però hanno avuto un’idea migliore: due belle ragazze! «Abbiamo pensato di vestirle con una di­visa militare e delle ali da an­gioletto – spiega il gestore ­perché con i clienti saranno gentili, ma anche decise.»
E da venerdì 4 dicembre a situazioni estreme si cerca rimedio col sorriso.

Nella foto alcune maschere carnevalesche del rione Insieme a Teodorico il comitato della Carega ha creato anche Cassiodoro, uomo politico e consigliere di Teodorico, che suggerì al re di fondere la cultura romana con quella ostrogota, ma fu anche esperto agricoltore e agronomo. Tra le maschere caregote c’è anche Boezio, ispirato al grande poeta che indossa una tunica bianca e un mantello colorato; è un personaggio bonario e arguto. C’è infine Bertoldo, il contadino scaltro e furbo.

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